Rifiuti Liguria. Regione pronta a centralizzare gestione impianti

rifiuti 3' di lettura 10/11/2021 - E NUOVO PIANO PUNTA A PNRR PER IMPIANTO CHE CHIUDA L'INTERO CICLO (DIRE) Genova, 10 nov. - La Regione Liguria sta preparando una vera e propria rivoluzione nel ciclo dei rifiuti, centralizzando le competenze sulla gestione degli impianti per puntare anche a una tariffazione omogenea su tutto il territorio.

Entro fine anno, l'assessore all'Ambiente, Giacomo Giampedrone, porterà in giunta due documenti chiave: il nuovo Piano regionale dei rifiuti, che aggiorna quello attualmente in vigore e realizzato dalla giunta Burlando nel marzo 2015, ma soprattutto la costituzione dell'Ato unico regionale. I dettagli di quanto aveva anticipato il governatore Giovanni Toti a inizio ottobre, arrivano oggi dallo stesso Giampedrone a margine dell'Ecoforum Rifiuti di Legambiente, a Genova. L'Ato altro non sarà che un'agenzia regionale incaricata di realizzare e gestire il nuovo piano, con competenze su impianti, appalti per realizzarli e il raggiungimento di una tariffazione omogenea. "Sarà una sorta di Arpal dei rifiuti- spiega l'assessore- un ente strumentale della Regione, di cui faranno parte la Regione stessa e le Province, che non perderanno i propri poteri previsti dalla legge, come la competenza esclusiva sull'individuazione degli impianti". Una centralizzazione che, in Piazza De Ferrari, ritengono necessaria soprattutto per superare le molte indecisioni delle Province sull'individuazione delle aree in cui realizzare i nuovi impianti. La costituzione dell'Ato, che si formalizzerà attraverso un disegno di legge regionale esclusivamente dedicato al riassetto normativo, arriverà in giunta tra una ventina di giorni e potrebbe approdare in consiglio in parallelo alla manovra di bilancio o, più verosimilmente, all'inizio del 2022. Il documento prevedrà anche la capacità di sostituzione della Regione in caso di inerzia delle Province nell'individuazione delle aree in cui realizzare i nuovi impianti.

Per i primi due anni, l'agenzia sarà gestita da un commissario e la Regione conta di investire 500.000 euro all'anno per dare piedi alla nuova struttura, che a partire dal terzo anno si reggerà autonomamente, attraverso le risorse della tariffa. Qualche settimana in più, invece, servirà per il passaggio in consiglio regionale del nuovo Piano dei rifiuti, che dovrà essere sottoposto a Vas, dopo il via libera della giunta. Questo secondo documento indicherà le necessità del territorio e la dotazione impiantistica da realizzare: fisserà, insomma, gli obiettivi che dovrà raggiungere l'Ato. E, tra biodigestori, impianti Tmb e discariche di servizio, anche in questo caso le novità non saranno di poco conto. La Regione, infatti, oltre al nuovo biodigestore per i rifiuti organici di Genova, sta pensando di programmare la realizzazione di un nuovo impianto in grado di chiudere tutto il ciclo dei rifiuti regionale, trattando il materiale già bassando nei Tmb. Si tratterebbe di un impianto ad alta tecnologia, "che produce metanolo, ricicla plastica e si 'mangia' tutto quello che esce dal Tmb", spiega Giampedrone, con una capacità di 200.000 tonnellate all'anno, la cui realizzazione si vorrebbe finanziare attraverso il Pnrr. Il che metterebbe una pietra tombale su qualsiasi progetto di termovalorizzatore, già scartato in un recente passato dal governatore Toti, dal momento che non è finanziabile con i fondi europei. Nel piano non sarà scritto dove verrà realizzato, ma Genova è la principale indiziata. E più che nell'area di Scarpino, il nuovo impianto potrebbe trovare spazio in ambito portuale, dal momento che le risorse a cui si punta sono quelle del ministero della Transizione ecologica nell'ambito dei progetti per i "Green ports". (Sid/ Dire)






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 10-11-2021 alle 17:14 sul giornale del 11 novembre 2021 - 102 letture

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